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domenica 13 maggio 2012

Trix e l'approccio al mondo dei supereroi

Il primo esito positivo c'è stato con la visione di "The Avengers", film guardato senza nessuna consapevolezza dei personaggi, trascorso con lei che importunava continuamente il suo fidanzato e la sua amica, tutto questo nella buia platea di un cinema sperduto nella campagna romana. Roba che non sapeva chi fosse effettivamente Iron Man (ora lo sa), come e perché Hulk fosse diventato Hulk (ora sa anche questo), o perché Capitan America fosse così importante per tutti (questo non l'ha ancora capito).
Dopo aver sviluppato un interesse ossessivamente entusiastico per Tony Stark ed essersi procurata (e guardata) in tempi lampo i film che lo riguardano, si sta or ora approcciando a "X-Man", che però credeva essere un'unica persona, un supereroe tipo Iron Man, ma che ora, grazie alla saggezza di sua sorella, ha capito essere solo un modo per raggruppare i cosiddetti "mutanti".
Per ora ha conosciuto solo Magneto (da lei soprannominato Calamita), Tempesta (per cui non ha trovato un soprannome, in effetti perché l'ha vista soltanto in un paio di scene qua e là), Ciclope (anche detto Robocop) e Wolverine (che non vi dice cosa pensava che fosse, altrimenti potrebbe trovare paladini della Marvel a questa sua porta virtuale armati di torce e forconi).
Prosegue il magico viaggio di Trix nel mondo dei supereroi con l'incontro di una creatura blu, che ricorda vagamente Avatar: avrà sbagliato film? Ah, no, pare si chiami Mystica...
Ah, quasi dimenticavo: a un certo punto Trix si è trovata di fronte un tizio in carne e ossa che somigliava in tutto e per tutto al Blò Blò di Trilli, ma che si è rivelato essere una specie di salamandra con una lingua plurimetrica.
Con questa avvincente battuta termina l'avventura di Trix nella conoscenza del mondo dei supereroi, perché si è addormentata mentre scriveva il post (tutto questo è avvenuto ieri sera, ndA).

Conclusioni? I supereroi non fanno per me, eccezion fatta per quelli incredibilmente fichissimi (leggi: Iron Man) e per quelli diretti da Tim Burton (leggi: Batman).

martedì 15 marzo 2011

Sleeping Beauty o Sleeping Hollow?

Persa in fantasticherie, sogni, immaginazioni. Quando ti svegli troppo presto da un sogno, e fai fatica a ricordarlo, ma vorresti, eccome se vorresti. Vorresti imprimerti nella memoria quel viso così familiare ma sconosciuto al tempo stesso. L'hai appena incontrato ma lo conosci da una vita. Un pò come Aurora e il Principe Filippo! Ogni sera cerchi di riprendere il sogno dove l'hai lasciato, di continuare la storia solo per vedere come va a finire.
Forse è il caso di iniziare a metterle su carta, queste storie. Chissà che non ne esca un best seller! Chissà che un giorno mi vada di rileggerle, e di sognare ad occhi aperti, di rincontrare quei personaggi che ti tormentano finché non scrivi il loro destino.
Sarà l'influenza del Re Nascosto, ma sarebbe bello riempire i vuoti di carta con parole ancora più vuote.

Filippo: Mi dispiace tanto, non volevo spaventarti.
Aurora: Non è questo, è... è solo che Voi siete un... un...
Filippo: ...un estraneo?
Aurora: mh mh!
Filippo: Ma non ti ricordi? Ci siamo già conosciuti.
Aurora: Davvero?
Filippo: Ma sicuro! Lo hai detto tu stessa: nei tuoi sogni!


"... si innamorò appassionatamente dell'ombra di un sogno."
W. Irving

mercoledì 2 febbraio 2011

“Perché Nevica Nonna? Da dove viene la Neve?”

Ecco. Ora non sono più l’unica persona al mondo a non aver visto Edward Mani Di Forbice. Era un pezzo che volevo guardarlo, tutte le volte che lo trasmettevano in tv per un motivo o per l’altro me lo sono perso, o visto solo dei pezzi. Poi ho letto la biografia di Tim Burton e mi sono decisa a guardarlo, per capire cosa rendeva quel macabro burattino così affascinante e adorabile agli occhi di tutti quelli che l’hanno visto, e che ogni volta che si sentono dire “Non hai mai visto Edward?”, sospirano come se fosse la cosa più bella del mondo. È stato difficile restare seduta davanti al pc e guardare ogni fotogramma. Una sensazione tra pietà e compassione ti travolge dal momento in cui si trova davanti alla sua prima cena. Poi quella sensazione si trasforma in preoccupazione. Non ti toccare la faccia, stai attento che potresti trafiggerti. Questo è quello che mi passava per la testa mentre osservavo il magistrale Johnny Depp interpretare un ruolo con il solo sguardo. Quella sensazione di paura, preoccupazione e tenerezza è rimasta nella pancia per tutta la durata del film, fissa come se non potesse andar via mai più. Come se il fatto che ora avessi anch’io conosciuto Edward, dovesse rimanere dentro di me, non dico per sempre, ma almeno fino al prossimo film! È una Storia fantastica, e sono sicura che miliardi di persone abbiano usato parole più degne per descriverla, ma io mi ricorderò sempre della sensazione che ho avuto guardandolo per la prima volta, quel mostro nella pancia che si struggeva per l’eroe. È ovvio che lui sia un Eroe. Ci vuole coraggio ad abbandonare il proprio guscio e cercare di ambientarsi in un mondo che non ti vuole, nonostante le apparenze. E ci vuole ancora più coraggio ad abbandonare quel mondo proprio nel momento in cui ti senti più amato e capito che mai. Ci vuole coraggio a non cercare mai più la donna che ami, lasciarla andare così. Queste cose può farle solo un Eroe, e lui lo è. Meraviglioso film. Tim Burton mi ha stupito ancora una volta.