sabato 11 giugno 2011
Crap! Clouds Again
Ahhh. Ecco perché ci sono le nuvole oggi a Roma. Ogni volta che c'è un'eclissi o un evento astronomico cui assistere, il cielo si nasconde sempre dietro a quella fastidiossima coltre grigio-bianca. Umpf.
venerdì 10 giugno 2011
Una lamentela al giorno...
Io odio, detesto, odissimo le stupide traduzioni dei libri: perché noi italiani dobbiamo tradurre/cambiare anche i nomi propri?? Perché? Qualcuno lo sa? Qualcuno può fermare queste barbarità barbariche?
mercoledì 8 giugno 2011
Little Hands Clapping
No, dico: dove l'ha vista la "favola entusiasmante" l'Observer? Il Financial Times dovrebbe occuparsi di fornire le notizie economico-finanziare per le quali è nato, invece di dare false speranze a lettori ignari, con le parole: "Una favola divertentissima che piacerà sia ai cinici che agli idealisti". M'è sfuggita la favola?? E mi sa che mi sono sfuggite anche le trovate disseminate per ognuna delle 246 pagine che mi faranno ridere a crepapelle. Qui l'unico che ci ha preso è il Guardian: "Un romanzo macabro, brillante e terrificante".
Certo, il tipo ha una certa abilità nella prosa, eh, non c'è che dire, e la fantasia sicuramente non gli manca. Questo romanzo sarebbe il sogno di un analista di racconti, pieno com'è di analessi, prolessi e tutto l'armamentario, ed è davvero un romanzo originale, ma non ho potuto fare a meno di leggerlo con un ghigno d'orrore sulla faccia, pagina dopo pagina.
martedì 7 giugno 2011
sabato 4 giugno 2011
Poker Love
Le storie d’amore fra le carte. Chi non le immaginava? Passare tutte le estati nella casa al mare, guardando nonni, genitori e zii giocare con le carte da poker e restare a guardare, perché no, questo è un gioco per grandi. Però puoi stare qui in braccio e tirare le carte che ti indico io. Allora ben poca importanza avevano i punti. L’importante erano le figure. E siccome le carte francesi hanno prevalentemente numeri, quando ti trovi a scartare la Donna di Cuori sei sempre un po’ titubante, non vuoi separarla dal Fante di Picche. Sì perché il Re aveva un ruolo troppo severo per piegarsi a simili frivolezze, e il Jolly era troppo cattivo, con quel suo ghigno storto per provare amore. E allora stavi lì, esultando ogni qualvolta una coppia si univa, fantasticando sulla diversità dei loro semi, che si adattava così bene l’uno all’altro. Un amore da Principe e Povero, dove il povero era il Fante, costretto a rincorrere la sua Dama, nel ruolo della principessa. Eh sì che i bambini sono più saggi dei grandi, da sempre.
martedì 31 maggio 2011
lunedì 30 maggio 2011
Joy for Beginners
Le cose si attaccavano a Caroline: i suoi polsini restavano catturati dai pomelli delle porte, il suo cappotto dalla portiera di un'auto, la lana del suo maglione irlandese impigliata su un chiodo ramingo che nessuno ricordava di avere mai visto spuntare dal muro.
{...}
Ma ben presto si rese conto di vantare un'affinità con i libri più vecchi e i loro tenui profumi di cene passate e paesi stranieri, le macchie di tè e cioccolato che coloravano le frasi.
{...}
"Sono libri. Non è colpa loro: non hanno fatto niente di male a nessuno, meritano una casa".
"La casa dei destini intrecciati"
E. Bauermeister
venerdì 27 maggio 2011
mercoledì 25 maggio 2011
The Summer Kitchen
Odio i romanzetti rosa. E li odio soprattutto quando li mascherano da romanzi che hanno incantato il lettore medio, ed hanno avuto successo con il solo passaparola della gente. Li odio, sì, li detesto. Metteteli nel reparto degli stupidi odiosi romanzetti per donnette, non tra il reparto novità, o reparto successi della settimana. Che me lo devi dire a chi cavolo è piaciuto 'sto libro. Colui che ha iniziato il passaparola, lo vorrei proprio vedere. Libri che meritano il passaparola sono quelli della Barry, oppure "L'ultima riga delle favole", o "Il profumo delle foglie di limone", non "La bottega dei desideri". Che poi sto vizio di cambià i titoli ai libri, dico io...
martedì 24 maggio 2011
The Pale Horse
Non capisco perché mi ostino a leggere i romanzi di Agatha Christie, tanto so che poi non mi entusiasmano!
Per quanto fini che siano, ci metto sempre una vita a finirne uno, e magari, nel corso delle pagine, resto anche colpita. Per quanto io non sia tipo da giallo - non indovino mai, dico mai, l'assassino, mi faccio ingannare da tutti gli indizi fasulli che dissemina nella storia - devo ammettere che ha una certa maestria nello scrivere. Di certo è brava, almeno finché non arriviamo al punto di tensione massima della storia, che, inevitabilmente mi delude. Tutto è costruito a incastro per quel momento, che dovrebbe lasciare il lettore con un palmo di naso, e in genere è così, perché l'assassino non ce lo immaginiamo mai. Però il modo in cui lo smaschera! Così, di punto in bianco, butta lì il nome, spiegando il perché e il per come. A dire il vero, ho capito che non è che non mi piacciono i gialli, perché quelli Brandreth li trovo fantastici. Non mi piacciono i suoi gialli! Ma alla fine, chissà com'è, mi ritrovo sempre a leggerne uno, che sia sotto l'ombrellone d'estate, o durante una pausa dallo studio.
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