Ho sempre pensato che camminare sotto la pioggia fosse fastidioso. Odio dover aprire l'ombrello, odio la pioggia che mi sorprende impreparata, odio quel grigiore che solo una giornata di pioggia può dare. Di solito, mi bardo tra stivali antipioggia, giacchetto a prova d'acqua e ombrello onnipresente in borsa.
Ebbene, stavolta la pioggia mi ha colta impreparata. A maggio, nonostante le previsioni del tempo, che mettevano un week end d'acquazzoni in tutta Roma e dintorni, quando ti svegli e senti caldo, vedi un sole spaccapietre senza nemmeno una nuvola in cielo, non ti immagini mica che il tempo possa cambiare così repentinamente. Poi, fa pure 36°, che vuoi che succeda? Bene, avevo comprato giusto ieri una nuova maglietta, estiva, come la giornata che pensavo fosse oggi. Mentre preparo la borsa tolgo l'ombrello senza nemmeno un attimo di esitazione. A che mi serve oggi? Occupa solo spazio, aggiunge peso. E sì, che devo pure fare una bella camminata, quindi caro il mio ombrellino, resti a casa, oggi vacanza. Così, scarpe di tela, pantaloni corti e canottiera, programmiamo una gita per Roma. Ieri, tra l'altro, si è tenuto il 69° concorso internazionale per nuove varietà di rose al Giardino delle Rose, quello davanti al Circo Massimo. Massì, andiamo a dare un'occhiata, se l'orto botanico non lo vedi in questo periodo non c'è gusto, maggio è il mese perfetto, e anche se fa caldo il sole non picchia, è proprio la giornata giusta. Non contenti della nostra temerarietà, ci fermiamo con l'autobus a piazza San Silvestro, per proseguire a piedi da lì. Ci facciamo una passeggiata, ci mescoliamo ai turisti, passiamo una domenica in modo diverso. Arrivati a piazza Venezia vediamo giusto qualche nuvoletta, scure e cariche di pioggia, eh, però erano poche. Proseguiamo? Proseguiamo. Cammin cammina, arriviamo in vista dell'orto botanico, che ormai il cielo è coperto fitto fitto. Eh, ma ormai siamo arrivati fin qui, continuiamo no? Diamo uno sguardo veloce e riscendiamo. Niente, varcata la cancellata il diluvio si abbatte su di noi. I gazebi pieni di gente, tutti assiepati uno sull'altro. Nemmeno un vucumprà che ti vende un ombrellino. E che facciamo? Aspettiamo che spiove? "Signorì, questo è un temporale, mica una pioggia passeggera! Qui piove solo pe peggiorà!", il solito vecchietto che ti capita in queste situazioni e che ha sempre un'opinione su tutto. Tant'è che aveva ragione, quindi dopo una ventina di minuti passati lì sotto, salutiamo e ci avviamo.
Bè, che dire? Ho rischiato di cadere tre volte, scivolando sui sampietrini, come solo le scarpe di tela ti permettono di fare. Ero talmente bagnata che la maglietta era diventata una seconda pelle. I capelli grondavano gocce d'acqua, manco li avessi lavati sotto la doccia. Però ho fatto tutto il tragitto ridendo come una pazza, per l'assurdità di quello che era capitato. Era solo un temporale, un tipico temporale estivo, che ti prende a ciel sereno, e si abbatte per meno di qualche oretta. Però è stato divertente. Uno non può mica arrivare preparato ad ogni evento della vita. Ogni tanto serve pure qualche imprevisto! E poi, poteva andare peggio. Peccato solo che il sole sia ri-uscito nel momento in cui ho messo piede dentro casa!
domenica 22 maggio 2011
giovedì 19 maggio 2011
L'Ultima Riga delle Favole
"Quando un sogno ti resta incollato addosso per molto tempo significa che non è più un'illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita".
Anche quando fa paura? Anche quando te ne restano attaccati un fantastiliardo? In quel caso che si fa? Si cerca quello appiccicato meglio? Fai la prova come se staccassi una figurina? E se poi non si stacca ed è quello giusto, che si fa? Chi non risica non rosica, si sa, ma a parole è tutto bello. Sono i fatti che fanno la differenza.
Anche quando fa paura? Anche quando te ne restano attaccati un fantastiliardo? In quel caso che si fa? Si cerca quello appiccicato meglio? Fai la prova come se staccassi una figurina? E se poi non si stacca ed è quello giusto, che si fa? Chi non risica non rosica, si sa, ma a parole è tutto bello. Sono i fatti che fanno la differenza.
"Poi lascia che il desiderio voli via.
Se lo carichi di troppe attese,
mai di un'idea aggancerà la scia"
M. Gramellini
lunedì 9 maggio 2011
The Map of True Places
Mi ha fatto riscoprire Hawthorne, e da quando l'ho finito non vedo l'ora di leggere "La Casa dei Sette Abbaini".
Le sue storie sono sempre ambientate a Salem, e questo mi piace un sacco, perché adoro il Massachussetts, e perché ci sono troppe poche storie su questo posto magico, o almeno, poche sono quelle scritte bene, e Brunonia Barry, è magistrale in questo.
Perché paradossalmente, anche se i suoi libri sono ambientati lì, non c'è magia, se non quella vera, quella che quando leggi un libro come questo ti rimane appiccicata addosso, come una polverina (di stelle, magari!).
Insomma, leggetelo. Comprate questo libro, ma soprattutto, comprate quello che ha scritto ancora prima, se volete una storia che valga la pena leggere.
E se potete, passate sopra a questa mania tutta italiana di stravolgere le traduzioni, soprattutto quando in originale sono così belli.
E se potete, passate sopra a questa mania tutta italiana di stravolgere le traduzioni, soprattutto quando in originale sono così belli.
martedì 3 maggio 2011
Here comes the Sun
Non è molto, ma un, anzi, due arcobaleni così qualche volta sono sufficienti a rischiarare la giornata. :)
lunedì 2 maggio 2011
Creamy Clouds
E mentre te ne vai al porto ti trovi tutte queste nuvole pannose, che sì, ci sono le nuvole, ma almeno uno spicchio di sole qua e là lo trovi, il primo Maggio. E poi le nuvole pannose ti mettono così di buon umore, e risaltano così bene sul cielo azzurro che trovi solo a Roma, che ignori quelle grigie e cariche di pioggia.
domenica 24 aprile 2011
Sunday, Monday, Happy Days
Le domeniche dovrebbero essere tutte così.
Ti svegli, colazione con una bella coppa di fragole, poi apri le millemila uova di Pasqua che hai per casa. Alcune sorprese sono carine, altre le butti senza nemmeno togliere l’involucro di plastica.
Dopo un pranzo che il matrimonio di William e Kate se lo sogna, apri tutti i libri di ricette che possiedi sul tavolo della cucina, e cominci a sfogliare. Dopo aver detto “Che bella torta!”, “No, faccio questa”, “Ora provo l’altra ricetta” per ogni pagina sfogliata, ogni foto vista, ogni post letto su Internet, ovviamente, non fai nessuna delle ricette sfogliate, ma ne inventi una. Niente di che, una base semplice, un intruglio in mezzo.
Bene, la torta è in forno, dopo mille peripezie col frullatore per aver tentato di frullare fragole e zucchero a velo, dopo aver resistito alla tentazione di non finire il cioccolato delle uova di prima tutto in una volta, ti viene una grande idea: perché non mischiare una torta italiana con qualcosa di americano? Tanto la glassa al burro era sulla lista delle cose da sperimentare!
E via, ammorbidisci il burro a bagnomaria, rovescia metà zucchero a velo nella terrina -l’altra metà è finito nel lavandino-, centellina tre cucni di latte (siate pignoli quanto volete, ma da quando ho visto la Bella Addormentata non chiamo più il cucchiaino con il suo nome di battesimo), gira e rigira, stai un’ora con ‘sta cucchiarella in mano, la glassa deve essere bene amalgamata, bella liscia, senza grumi, finché assaggi e svieni: è la fine del mondo! Però non è che vogliamo essere americani proprio al 100%, tutta la torta ricoperta di glassa è troppo: magari un ghirigoro qua e là. E comunque, visto che prima hai resistito alla tentazione di assaggiare il cioccolato, ora con la glassa in eccesso che ci fai? Le tentazioni si vincono solo una volta al giorno, è risaputo.
Risultato? Lo stomaco è così pieno che un germoglio di soia in più lo farebbe esplodere, ma tutta casa è piena di profumo tortoso, che è l’odore che dovrebbero avere tutte le case, specialmente di domenica.
martedì 19 aprile 2011
It Smells like a Memory
Aria frizzantina ma vento caldo, da primi di Maggio, anche se siamo ad Aprile. Un Aprile talmente anomalo che la prima domenica del mese fai un pic-nic sulla spiaggia, passeggiate per il centro a maniche corte, ballerine colorate ai piedi, basta con quegli stivaloni pesanti, gli ombrelli non occupano più spazio nelle borse, al loro posto una custodia per gli occhiali da sole.
Quel momento della giornata in cui senti il vento che ti porta il profumo di fiori d’arancio, misto a gelsomino, che piace a tutti, ma proprio a tutti. Piace a tutti perché in quel profumo c’è una promessa. Promesse di estati meravigliose, di bellissime giornate, di felicità - sia essa effimera come una fetta di torta glassata o a tempo indeterminato -, promesse quasi mai mantenute, ma che lì per lì ci illudono.
E la sera? Quando esci in balcone, o prendi un gelato con gli amici, o torni da una giornata di lavoro, senti proprio il sapore dell’aria; è dolce come solo l’aria di Primavera può essere.
Quanto farebbe bene avere una fialetta con questo profumo intrappolato dentro, da annusare anche durante il resto dell’anno? La ricetta del buon umore, secondo me.
sabato 16 aprile 2011
Criminal Minds
La mente di una donna è pari a una mente criminale.
Se una donna è incazzata, se è gelosa, se è determinata ad ottenere qualcosa, e per di più ha con sé la fantomatica borsa (quasi sempre presa in prestito da Mary Poppins), state pur sicuri che il criminale scapperebbe.
"When guys get jealous, it's actually kinda cute.
When girls get jealous, World War III is about to start."
giovedì 14 aprile 2011
domenica 10 aprile 2011
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